Sarcoma istiocitario

 IL SARCOMA ISTIOCITARIO               

 

Il CIABS, in collaborazone con HILL’S PET nutrition , propone ai propri soci uno studio sull’ istiocitosi maligna nel bovaro del bernese, col duplice scopo di fornire al Dipartimento di Genetica e Sviluppo dell’Università di Rennes un cospicuo numero di pretest di soggetti italiani, ed al contempo di monitorare la presenza di tale malattia nei geni della popolazione italiana.

La raccolta di campioni ematici da consegnare al dott. Mario Ferrari, responsabile Hill’s del progetto, verra’ effettuata in 2 fasi successive . Hanno precedenza di accesso al pretest tutti quei soggetti, di proprieta’ di soci CIABS in regola con il tesseramento per il 2017, con una eta’ non inferiore ai 7 anni e non superiore ai 10, che abbiano riprodotto almeno una volta.
In base ai campioni di sangue di veterani che ci perverranno entro e non oltre il 18 marzo , si procedera’ alla raccolta di ulteriori campioni ematici di soggetti scelti fra la progenie dei suddetti veterani, dando la piorita’ ai cani piu’ anziani, fino al raggiungimento del numero totale di 50 test .E’ previsto il proseguimento della raccolta di campioni anche nell’ anno 2018 , per raggiungere il numero minimo di test necessari ai genetisti .
Possono rientrare nel novero dei cani adatti alla ricerca , anche quei soggetti di cui un genitore abbia gia’ effettuato il pretest, purche’ gli esiti del genitore stesso vengano allegati alla documentazione.
Ciascun socio che intenda partecipare allo studio , puo’ richiedere alla responsabile del gruppo di lavoro CIABS, la dott.ssa Accatino, la modulistica e le istruzioni da seguire , al seguente indirizzo mail : agnese.accatino@ciabs.it .
I test verranno considerati effettivamente assegnati solo al ricevimento dell’ intera documentazione compilata.
Le spese di esecuzione dei pretest sono completamente a carico di HILL’S , ma vincolate alla firma di liberatoria verso il CIABS , per l’ utilizzo dei dati. Come da contratto Antagene , i test dei singoli soggetti non verranno divulgati.

L’istiocitosi maligna

E’, tra i tumori, la principale causa di morte nel Bovaro del Bernese.

L’istiocitosi è un tipo di tumore nel quale gli istiociti proliferano rapidamente ed invadono una gran varietà di tessuti.

Gli istiociti sono un tipo di cellule bianche del sangue, chiamate macrofagi, che fanno parte del sistema immunitario. Il loro ruolo, in condizioni normali, è di fagocitare (mangiare) i batteri e tutte le sostanze estranee all’organismo.

Possiamo distinguere due tipi di istiocitosi:

–          sistemica. E’ confinata alla cute (fianco, muso, piano nasale, palpebre e scroto) ed ai linfonodi periferici ma può coinvolgere altri tessuti particolarmente negli stadi avanzati della malattia. Ha episodi che vanno e vengono con un grado di severità variabile. Pur non essendo in genere fatale ( sopravvivenza oltre i 18 mesi nella maggior parte dei casi), si ricorre spesso all’eutanasia per la debilitazione progressiva. Nel Bernese è forse su base ereditaria poligenica e potrebbe rappresentare una variante benigna dell’istiocitosi maligna.

–          maligna. E’ la forma più aggressiva e normalmente porta alla morte in poche settimane. Coinvolge frequentemente la milza, il fegato, i polmoni ed i linfonodi. Dà metastasi generalizzate e i soggetti sono spesso anemici, presentano depressione, letargia, perdita di appetito e di peso. L’incidenza è simile nei maschi come nelle femmine e l’età media è di circa 6 anni. Non ci sono associazioni con vaccini, infezioni o associazioni di tipo ambientale. Non esistono, al momento, terapie valide. La risposta alla chemioterapia ed alla radioterapia è di breve durata.

L’aspetto degli istiociti è diverso nelle due forme. Nell’istiocitosi maligna sono anormali

La loro eziologia e patogenesi sono ancora sconosciute.

Tali patologie hanno in comune molte caratteristiche cliniche e patologiche con l’istiocitosi delle cellule di Langherhans  nell’uomo ( colpisce prevalentemente i bambini fino ai 5 anni), le cui cause scatenanti restano ignote.

Entrambe le forme non devono essere confuse con l’istiocitoma benigno che è comune nei cani e si presenta con delle masse cutanee che non danno metastasi.

Tramite la comparazione dei pedigree di soggetti ammalati si è arrivati alla conclusione che l’istiocitosi è di natura genetica (Padget et al. 1995). La trasmissione è poligenica cioè coinvolge un certo numero di geni.

Il passo successivo è quello di identificare i geni coinvolti in modo da poter, tramite l’analisi del DNA, identificare i soggetti portatori.

Questi studi sono in corso da alcuni anni in diversi laboratori:

–          in Francia nel Dipartimento di Genetica e Sviluppo dell’Università di Rennes ( Dr. Andrè) dove un gruppo di 300 cani è stato registrato. 103 di questi sono stati colpiti dalla malattia e la conferma viene da analisi istiopatologiche. 33 i cani “immuni” di età superiore ai 10 anni. Si è costruito un grande pedigree europeo del Bovaro del Bernese composto da più di 200 campioni di sangue. L’obbiettivo è isolare i geni coinvolti confrontando il DNA di soggetti sani con quelli malati.

–          negli U.S.A. a Bethesda, il Laboratorio del Dr. Ostrander ha oltre 100 casi di Bovari del Bernese americani non correlati tra di loro sui quali sono state effettuate le analisi di tipo genetico.

–          negli U.S.A. presso la North Carolina University il Dr. Matthew Breen ha in corso un altro studio su tessuti tumorali freschi allo scopo di trovare anormalità di tipo genetico.

La ricerca ha già compiuto enormi progressi ma per arrivare ad una conclusione nel più breve tempo possibile è indispensabile che noi tutti, proprietari di Bernesi, l’aiutiamo inviando campioni di sangue dei nostri cani. Facciamolo per i nostri amici, perché possano stare accanto a noi il più a lungo possibile.

I Bernesi che possono partecipare allo studio:

 

–          cani con più di 8-9 anni  che non presentano segni di istiocitosi maligna. Si è abbassata l’età di
raccolta (era di 10 anni) perché sono pochissimi i cani che arrivano all’età di 10 anni. E’ indispensabile avvisare i ricercatori (Dr. Andrè) , anche tramite il CIABS, su successive patologie o eventuale decesso del cane

–          cani con diagnosi di sospetta istiocitosi maligna. In questo caso sarebbe importante inviare anche il prelievo di sangue dei parenti (genitori, fratelli e sorelle). Bisogna allegare una relazione del veterinario sullo stato clinico del cane e i risultati dell’esame istologico

–          cani deceduti per sospetta istiocitosi maligna. Non potendo avere un campione di sangue bisogna inviare una relazione del veterinario ed i risultati dell’esame istologico

–          cani con più di 4 anni. Vista la comparsa dell’istiocitosi maligna in età sempre più precoce i ricercatori richiedono il sangue anche di cani giovani a scopo di stoccaggio. In questo caso, per poter inserire il prelievo nell’ ambito dello studio,e’ indispensabile tenere aggiornati i ricercatori (Dr.Andrè), anche tramite CIABS, su successive patologie o eventuale decesso del cane.

Protocollo per il prelievo e l’invio del sangue:

–          prelevare 5 ml. di sangue in provette con anticoagulante (EDTA) e conservarlo sino all’invio a +4C°

–          mescolare per evitare la coagulazione

–          scrivere sulla provetta il nome del cane, la razza, il sesso

–          per l’invio proteggere le provette con adeguato imballaggio (plastica da imballaggio) ed inserirle nelle buste apposite o in una scatola

–          allegare fotocopia del pedigree

–          inviare il più presto possibile a temperatura ambiente tramite corriere  (TNT n° verde 803868 ed altri) indicando che si tratta di materiale biologico

–          il materiale deve arrivare entro 48 ore dalla spedizione. Ricordo che il venerdì pomeriggio l’Università di Rennes è chiusa

–          allegare al pacco una certificazione del veterinario che attesta la non pericolosità del contenuto.

Inviare a:

A l’ attention du Dr. Catherine ANDRE

UMR 6061 CNRS « GENETIQUE ET DEVELOPPEMENT »

Faculté de Médecine

2, Avenue du Professeur Léon Bernard – CS 34317

35043 RENNES CEDEX ( France )

 

Il CIABS vi rimborserà le spese inviando una copia della fattura alla segreteria

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Il sarcoma istiocitario

(per gentile concessione della Dott.ssa Mascotto Clizia)

Secondo diversi studi i BMD hanno un’incidenza di neoplasie maggiore ( 34-41%) rispetto ad altre razze e la neoplasia di più frequente riscontro è il sarcoma istiocitario.

Circa il 25% dei BMD sviluppa questa malattia, mediamente attorno ai 6 anni e mezzo, senza predisposizione sessuale. La patologia non è esclusiva di questa razza Rottweiller, Golden e Labrador Retriever infatti sembrano essere predisposti.
L’eziologia della patologia è esclusivamente di tipo genetico ereditario e ad oggi infatti non sembrano esserci fattori ambientali responsabili della trasformazione neoplastica degli istiociti.
Studi effettuati da un gruppo di genetisti che correlavano informazioni cliniche e pedigree di 800 cani
hanno evidenziato come l’ereditarietà della patologia è di tipo poligenico autosomico e recessivo e l’incidenza degli alleli nella popolazione è stimata pari circa al 25%. Lo stesso studio ipotizzava che geni responsabili della trasformazione neoplastica degli istiociti inducessero trasformazione in senso neoplastico di altre linee cellulari in particolare linfociti, mastociti, melanociti ed epitelio mammario. L’intensa selezione genetica operata negli ultimi decenni è responsabile della grande diffusione della patologia tra la popolazione di BMD.
La cellula responsabile della patologia è l’istiocita o cellula dendritica presentante l’antigene. Queste cellule sono ubiquitarie nell’organismo, infatti la malattia clinica interessa spesso molti organi contemporaneamente. Le lesioni si riscontrano più frequentemente a carico di milza, fegato, polmoni, linfonodi, ma qualsiasi tessuto è un target potenziale della patologia.
I sintomi clinici sono spesso aspecifici e includono letargia, inappetenza, febbre, anoressia, diminuzione di peso, affanno , tosse, linfoadenomegalia. In caso di localizzazioni centrali si assiste alla comparsa di una sintomatologia di tipo neurologico.
Gli esami di laboratorio spesso non rivelano grandi anomalie. All’emocromo si può trovare anemia,
piastrinopenia e nei casi più gravi, nei quali la patologia ha invaso gravemente il midollo osseo, si può riscontrare anche leucopenia. Il profilo biochimico spesso è nella norma, eccetto per una lieve
ipoalbuminemia ed iperbilirubinemia. Il profilo coagulativo è di sovente alterato.
La citologia è un ottimo aiuto per la diagnosi di questa patologia, le lesioni esfoliano facilmente e i caratteri citologici sono piuttosto tipici ed esclusivi. L’ istologia permette, nella maggior parte dei casi, di emettere diagnosi di certezza; talvolta è necessario richiedere l’immunoistochimica.
I pazienti vanno stadiati in maniera completa mediante radiografie toraciche, ecografia addominale ed esame citologico del midollo osseo.
Purtroppo le strategie terapeutiche di cui disponiamo non danno risultati soddisfacenti. E’ riportato l’utilizzo di chemioterapici quali CCNU, doxorubicina, doxorubicina incapsulata in liposomi. Le risposte sono tuttavia di breve durata e le sopravvivenze riportate in letteratura non superano i 4 mesi.

Sarcoma istiocitico localizzato

Forma localizzata di sarcoma istiocitico, confinata ad un singolo organo con o senza metastasi al linfonodo regionale. Le lesioni possono essere localizzate a carico di osso, articolazione, cute, sottocute, polmone.
L’approccio terapeutico di tipo multimodale ( chirurgia radicale, radioterapia, chemioterapia adiuvante) garantisce sopravvivenze medie di 18 mesi.

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Histiocyti​c sarcoma pre-test : Results of European validation phase

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