malattia neoplastica e paziente

Approccio alla malattia neoplastica e al paziente oncologico canino

(per gentile concessione della Dott.ssa Mascotto Clizia)

 

Poche parole evocano sentimenti di terrore, disperazione, sensazione di impotenza come le parole CANCRO e CHEMIOTERAPIA. In realtà la malattia neoplastica va considerata come la più comune delle patologie CRONICHE al pari di diabete, insufficienza cardiaca,insufficienza renale e la caratteristica comune di tutte queste patologie è che possono essere CONTROLLATE per lunghi periodi con successo, senza essere curate, garantendo qualità di vita al paziente per lunghi periodi di tempo.
Inquadreremo la patologia neoplastica rispondendo alle principali domande che il proprietario pone di fronte alla diagnosi di neoplasia, che sono le medesime che l’oncologo veterinario deve affrontare nel suo iter diagnostico \ terapeutico.

1. L’eziologia della malattia neoplastica è,nella maggior parte dei casi, multifattoriale. E’ riconosciuto
un ruolo dell’ambiente ( es. radiazioni solari, radiazioni elettromagnetiche, asbesto.. ), una componente genetica ( sarcoma istiocitario, linfoma..) e un ruolo dell’alimentazione ( insulina e diete iperproteiche).

2. Ottenere una diagnosi precisa è fondamentale perché influenza l’approccio terapeutico e la prognosi. I principali strumenti a nostra disposizione sono la citologia e l’esame citologico e la biopsia e l’esame istologico. La citologia o prelievo con ago sottile è un esame che non richiede sedazione, non è doloroso o pericoloso, viene eseguito in pochi minuti e la diagnosi è pressoché immediata. Viene utilizzato per esaminare la natura di noduli cutanei\sottocutanei o a carico di organi endoaddominali o per analizzare la natura di raccolte liquide. Ci permette di discriminare lesioni neoplastiche da altre di natura infiammatoria e talvolta di discriminare lesioni benigne da maligne.
La biopsia prevede il prelievo di porzioni di tessuto che verranno inviate ad un laboratorio che esegue un esame istologico. Richiede anestesia generale ed è una procedura chirurgica.

3. E’ di vitale importanza stadiare il paziente ovvero localizzare la malattia. I tumori maligni possono dare metastasi e un paziente metastatico non ha le stesse opzioni terapeutiche di un paziente con malattia locale. Stadiamo i pazienti avvalendoci della radiologia tradizionale,l’ecografia, la TC la MRI e l’esame del midollo osseo. La radiologia tradizionale è un esame rapido utilizzato come primo screening per la ricerca di metastasi polmonari. Non richiede sedazione e la diagnosi è immediata. Non vengono visualizzati noduli di diametro inferiore a 1cm.
L’ecografia addominale viene utilizzata per valutare organi endoaddominali, non richiede sedazione e, a differenza della radiologia, non ha effetto biologico su paziente ed operatore. La CT è l’esame di elezione per la valutazione dei tessuti duri. Richiede anestesia generale di pochi minuti e fornisce immagini dell’intero corpo. Si possono eseguire biopsie CT guidate.
La MRI è l’esame di elezione per la valutazione del tessuto nervoso e dei tessuti molli in generale. Richiede anestesia generale e non si possono ottenere biopsie MR guidate. L’esame di midollo emopoietico viene eseguito solo per lo staging di alcune patologie che possono coinvolgere questo tessuto (plasmocitoma\mieloma multiplo, linfoma e leucemie, sarcoma istiocita rio, mastocitoma). Si esegue in sedazione aspirando il midollo da prominenze ossee standard e l’esito è immediato.

4. Quando si dispone di tutte queste informazioni sui può ipotizzare un approccio terapeutico. Le nostre armi sono chirurgia, radioterapia, chemioterapia. La chirurgia può essere di tipo definitivo, volta cioè alla rimozione in toto di una neoplasia localizzata. E’ importante che la “dose chirurgica” venga programmata sulla base del comportamento biologico della neoplasia che si ha di fronte al fine di eradicare anche la malattia microscopica, perché la prima chirurgia è quella con la maggior probabilità di successo. La chirurgia per la terapia della malattia residua si attua quando il primo intervento non è stato completo. La chirurgia per la malattia metastatica viene effettuata, in rari casi selezionati, per migliorare la qualità di vita del paziente oncologico cosi’ come la chirurgia palliativa di masse ulcerate o molto voluminose in pazienti metastatici.
Ci sono emergenze oncologiche che richiedono un intervento chirurgico tempestivo, pena la sopravvivenza del paziente (es. emoaddome in caso di emangiosarcoma rotto, enterectomia in caso
di masse intestinali occlusive e\o perforate. La chirurgia preventiva, ovvero castrazione del maschio e sterilizzazione della femmina, protegge da neoplasie ormonoindotte (neoplasie testicolari e delle ghiandole perianali \ neoplasie mammarie ed ovariche).
L’amputazione di un arto è una procedura che spesso terrorizza i proprietari che credono di mutilare il proprio cane e indurgli sofferenze. I nostri animali in realtà si adattano perfettamente e velocemente all’assenza dell’arto malato (spesso fonte di grande dolore) e già nelle prime 24 ore post intervento saltano, corrono e salgono e scendono dalla macchina autonomamente.
La radioterapia è un trattamento locale che necessita di un’ anestesia generale di pochi minuti, per un numero di sedute variabile in funzione del protocollo radioterapico. Il principio su cui si basa è l’emissione di radiazioni ionizzanti da parte di un acceleratore lineare che inducono danni cellulari (DNA, membrana ) irreversibili che portano a morte le cellule neoplastiche. Viene utilizzata con modalità e finalità differenti: preoperatoria per diminuire le dimensioni della neoplasia e intervenire poi chirurgicamente; postoperatoria per “sterilizzare” i margini chirurgici e eliminare la malattia microscopica, palliativa per diminuire il dolore, per alleviare i segni clinici.
La chemioterapia è un trattamento sistemico, ovvero diretto verso tutte le cellule dell’organismo, è particolarmente attiva nei confronti delle cellule in attiva replicazione ovvero quelle neoplastiche, cellule emopoietiche, cellule dell’apparato gastroenterico e cellule del follicolo pilifero. La maggior parte dei pazienti reagisce molto bene ai farmaci e solo il 5% dei pazienti sperimenta fenomeni di tossicità tali da richiederne l’ospitalizzazione. La chemioterapia metronomica consiste nella somministrazione giornaliera di farmaci a dosaggio ridotto, e la finalità è rallentare la crescita della neoplasia inibendo l’angiogenesi. Qualsiasi sia la modalità terapeutica scelta l’obbiettivo è sempre e solo la qualità di vita.

5. Purtroppo in oncologia, come in qualsiasi altro campo della medicina, arriva il momento di fermarsi . Non c’è nessun altro momento nella relazione uomo-cane difficile quanto quello dell’eutanasia. Nonostante la decisione sia frutto di lunghe considerazioni non si è mai pronti abbastanza per salutare il nostro amico a 4 zampe. Durante tutta la durata della vita del nostro cane l’ obbiettivo quotidiano che ci si pone è la sua qualità di vita, e questo deve essere al primo posto anche durante la gestione della malattia. Quando è il momento di fermarsi? Quando la qualità e la dignità di vita non sono più mantenute. La qualità di vita è un giudizio soggettivo ma ci sono alcuni indici che possono aiutare a stabilire se è conservata quali appetito, attività and energie, grooming, voglia di giocare e fare le feste al proprietario rispetto delle abitudini. E’ fondamentale fidarsi dello staff veterinario.

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